
Cara Redazione
finalmente, per merito di Rosso Cetraro
Colgo l'occasione per comunicarvi che in Aprile aprirà a Cetraro l'unico MUSEO della PESCA esistente nella provincia di Cosenza (e probabilmente in Calabria), senza che nè le Istituzioni locali nè l'Associazionismo abbiano inteso minimamente collaborare, malgrado le diecine di richieste a loro inoltrate.
Vi hanno contribuito tre famiglie di pescatori, il pittore De Seta e la famiglia cetrarese che ha concesso il bicentenario frantoio che ospita in piena Marineria Antica il Museo.
Il Museo si coordinerà con quello archeologico e l'altro contadino per un itinerario culturale di alto livello finalizzato alla valorizzazione della memoria per un turismo di qualità, certamente superiore a quello dispendioso nonchè di basso ed inutile livello delle attricette del sottoproletariato campano, che non ha portato un solo turista da fuori regione e soprattutto nelle stagioni in cui a Cetraro l'unica economia presente è appunto quella dei pescatori.
Tutti i testi su cui si baserà la documentazione del Museo non potevano essere che dello storico cetrarese Leonardo Iozzi, ingiustamente ignorato dalle Istituzioni Locali.
Massimo Converso
1 commenti:
Grazie Massimo di esserti ricordato di me nell'accingerti a fondare il Museo della Pesca a Cetraro. Io ti ho sempre sconsigliato perché storicamente l'Amministrazione di Cetraro (escluso il sindaco Ferdinando De Caro) ha sempre visto i pescatori come avversari, come nemici. Devo ricordare che nel 1836 i pescatori di Cetraro hanno messo in azione la prima resistenza passiva della categoria e lo sciopero silenzioso contro il Dazio, il Comune e la Dogana. Nei limiti del possibile collaborerò al tuo progetto e mi auguro che dal prossimo sette marzo, quinto centenario della concessione degli statuti, da parte dell'Abate, inizi veramente l'alba del buon governo di Cetraro, considerato che essi nacquero sotto cattivi auspici, al punto che almeno per i primi sette anni fu sospesa l'applicazione. L.I.
Posta un commento